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lunedì 6 luglio 2020

LA MOGLIE DI POTIFAR

SE QUALCUNO SCRIVE DI TE DIVENTI UN PERSONAGGIO 
Pensate a un piccolo personaggio biblico (la moglie di potifar), una quasi cortigiana.

Una moglie
pinocchiosa
Divenne famosa in senso negativo, con poche righe scritte su di lei senza che fosse menzionato il suo nome fu:  la moglie di Potifar.
Donna bramosa e falsa, accusò ingiustamente Giuseppe, ragazzo integerrimo, di volerla stuprare, con queste parole:
"Dopo qualche tempo, la moglie di Potifàr mise gli occhi su Giuseppe e gli disse: “Vieni a letto con me!” Ma lui rifiutò" Genesi 39:7
Divenne un personaggio lascivo, appiccicoso, falsa.

Mi chiedo come reagirà quando sarà resuscitata?
Come la considererà suo marito?
Avrà  un inserimento facile, o sarà bollata come pinocchiosa?
Il buon nome di un personaggio sarà la sua eredità dopo la resurrezione..
"Un buon nome è meglio del buon olio" Ecclesiaste 7:1

Il personaggio si forma, e si memorizza se qualcuno scrive di lui e un altro è disposto legge.

DAVIDE UN GIOVANE CORAGGIOSO CHE VINSE SU DUE FRONTI CONTEMPORANEAMENTE

Confidava in Geova
e conosceva la sua
fionda e le sue pietre
ESPRESSE QUASI SEMPRE SENTIMENTI POSITIVI

Personalmente mi piace molto Davide, questo ragazzo teenager coraggioso che affrontò un gigante di 3 m. infuriato, e minaccioso.
Davide, dice a Golia : "Geova oggi ti ha dato in mano mia, tu vieni a me con la spada, ma io vengo a te nel nome di Geova, e ti taglierò la testa con la tua spada."
Ecco le sue parole esatte: 1 Samuele 17:45 "Davide replicò al filisteo: “Tu mi affronti armato di spada, lancia e giavellotto, ma io ti affronto nel nome di Geova degli eserciti, l’Iddio delle schiere d’Israele, del quale ti sei fatto beffe. Oggi stesso Geova ti consegnerà nelle mie mani, e io ti abbatterò e ti staccherò la testa;"
Davide era sicuro di se, anche se ancora un ragazzino.
Memore della sua esperienza del'uso della fionda con le pietre lisce, un'arma micidiale nelle sue mani per via del suo allenamento e la precisione che aveva raggiunto, con  risultati eclatanti, perché  aveva già abbattuto un orso e un leone?

Quel giorno Davide vinse su due fronti, primo abbatté Golia, e secondo abbatté il re Saul, perché un re che si rispetti con un esercito a sua disposizione, non deve accettare di mandare un ragazzino contro un gigante, e stare a guardare, lui con tutto il suo esercito, per lui fu un'umiliazione indelebile.

Fu un esempio negativo per quei ribelli moderni che obbligano i ragazzini a combattere in prima linea stando a guardare, magari dicendogli anche che Dio li aiuterà.

Li, si trattò di un combattimento tra due campioni differenti, Golia rigido come una pietra campione di forza, e Davide come uno scoiattolo campione di agilità e di precisione.

Il re avrebbe almeno dovuto testarlo per vedere la sua abilità, così ci ha rimesso la faccia, ha perso la sua battaglia dando la vittoria a Davide, il quale divenne di fatto, e all'istante re in sostituzione di Saul, anche se era già stato scelto da Dio tramite Samuele.
Davide si comportò da vero saggio perché attribuì il merito a Geova, affrontando il gigante nel suo nome, proprio come fece Giosuè che prese Gerico attribuì pure lui la vittoria a Geova.

Comunque è da notare il fatto che lui non prese un'unica pietra ma ben 5, perché ?
Se avesse fallito con la prima avrebbe avuto ancora quattro possibilità.
Tuttavia, con la prima fece centro nella fronte di Golia e lo tramorti e poi gli tagiò subito la testa, e proclamò con fede, la vittoria appartiene a Geova.
Quella fede che aveva rafforzato notte dopo notte lassù sui monti a proteggere le sue pecore al pascolo, dagli orsi e dai leoni che erano a caccia sotto le stelle al chiaro di luna.
Ecco perché  affrontò Golia senza il minimo tentennamento o traccia di paura e anche con un po' di spavalderia.

La preparazione, fu un'altra bellissima qualità di Davide, come si deduce dai suoi movimenti, e dalla scaletta mentale che si era immaginato.
"scelse dal letto del torrente cinque pietre lisce e le mise nella tasca della sua sacca da pastore; in mano aveva la sua fionda. Quindi si mosse verso il filisteo." 
"prese una pietra e la lanciò con la fionda, colpendo il filisteo in fronte. La pietra gli si conficcò nella fronte, e lui crollò con la faccia a terra" 1 Samuele 17:40,49

Davide sempre coi riflessi pronti e sveglio come il gallo al mattino, fu così che in seguito, quando Saul geloso del suo successo, lo voleva inchiodare al muro con una lancia, si scansò, anche se era concentrato a suonare l'arpa, manteneva sempre l'occhio vispo guardandosi le spalle. 

Solo quando fu avanti con gli anni, sfarfallò con Betsabea, per poi riprendersi, contrito pentito e deluso del suo gesto, fu pesato, macchiato, perdonato, punito e riutilizzato nella sua vecchiaia, dovendo comunque lottare coi suoi guai fino alla sua morte.

Nel complesso la bilancia era a suo favore, tanto che Dio lo onorò dicendo di lui:
"un uomo secondo il mio cuore".
Davide un uomo vincente su tutti i fronti meno uno.

LA SACRA FAMIGLIA EBBE UNA CONVIVENZA COMPLICATA

Da aggiungere altri
6 figli come minimo
LA CRESCITA VELOCE DI UN FIGLIO 

Espongo le mie riflessioni, di un argomento molto delicato,  lo faccio in punta di piedi e con il massimo rispetto a motivo della santità della famiglia che vado a descrivere, e immaginando le situazioni a cui i personaggi erano costretti a convivere.

-Maria adolescente di circa 16 anni, sarebbe diventata ragazza madre, partorì vergine, (una cosa anche oggi possibile, se si pensa ad una inseminazione artificiale), ed ebbe rapporti con Giuseppe solo dopo la nascita di Gesù.
Appena saputo dall'angelo di essere incinta in modo miracoloso andò a trovare una sua parente anziana che abitava sui monti, Elisabetta detta la donna sterile anche lei ora incinta di 6 mesi che poi partorì Giovanni Battista rimanendo con lei per 3 mesi e dando una mano a questa donna anziana, entrambe si fecero reciprocamente una grande compagnia e incoraggiamento.
Visse a Nazareth un paese con una strada centrale in salita e leggermente curva, con case adiacenti a destra e a sinistra viste ora, nel suo tempo erano molto meno, la sua era in mezzo.

Quali erano i suo rapporti con le vicine di casa ?
Probabilmente non disse loro che suo figlio era il frutto dello S.S. e figlio di Dio, perché loro non le avrebbero creduto, la vedevano come una brava mamma che era rimasta incinta giovanissima, e poi Giuseppe che ne era fidanzato, la sposò, in questo modo giustificava il fatto che era incinta, (lo scatto di maggiore età tra gli Ebrei, già da allora avveniva a 13 anni e 1 giorno per i maschi e 12 anni e un giorno per le femmine), Maria ne aveva circa 16.
La sua situazione non gli permetteva di confidarsi con le vicine di case, di conseguenza teneva tutto dentro di sé, per riservatezza, e non per paura di essere lapidata per adulterio, Maria era fidanzata con Giuseppe, che si era assunto la responsabilità del matrimonio, quindi si mantenne riservata come è scritto:
"Maria custodiva tutte quelle parole, traendone conclusioni nel suo cuore." Luca 2:19

-Giuseppe, preoccupato per le conseguenze per Maria nel caso avesse deciso di non separarsi con Lei, credette al sogno in cui l'angelo lo rassicurava sulla fedeltà di Maria, ebbe fiducia anche in Maria, anche se non ebbe neppure modo di verificare direttamente la sua verginità, ma accettò pure la decisione di Maria, di non avere rapporti fin dopo la nascita di Gesù (azione che non tolse i dubbi a Giuseppe nel caso né avesse) :
"Ma non ebbe rapporti sessuali con Maria fino a quando lei non partorì il bambino, e lui lo chiamò Gesù" Matteo 1:25
Artigiano di professione faceva manufatti in legno, mestiere che insegnò ai suoi figli una volta cresciuti.

-Gesù figlio di Dio e non figlio illegittimo.
Fin da piccolo dovette conciliare le due possibilità, tra l'esaltazione di essere FIGLIO DI DIO o la vergogna di essere illegittimo?
Alcuni adulti erano a conoscenza di questi avvenimenti, e considerando che la voce corre, di sicuro Gesù avrà avuto qualche compagno di giochi che con la curiosità dei bambini e la loro innocente ingenuità, gli chiedessero: "tua madre è una ragazza madre?"
Una volta a casa, Gesù rivolse la stessa domanda ai genitori.
Che risposta diede Maria?
Il peso di pensare di essere figlio illegittimo, era nulla in confronto alla verità di essere figlio di Dio.
Non c'è dubbio che Maria gli disse la verità, quello in cui lei credeva fermamente, esattamente ciò che era avvenuto, cioè: 
L'angelo Gabriele mi è apparso, e mi ha spiegato che tu sei figlio di Dio concepito per opera dello S.S. diventerai un Re e salverai il mondo, io ti ho partorito quando ero ancora vergine".

Per un ragazzino di 7, 8, anni sono parole che pesano come una montagna.
È passato dal pensiero di essere figlio di una ragazza madre, all'essere "FIGLIO DI DIO".
Gesù credette fermamente a questa seconda versione, pensiero che lo accompagnò in tutta la sua crescita, dandogli una grande spinta per una maturità veloce, smise di giocare per riflettere perennemente sulle parole di quella frase.

Gesù crebbe in fretta a 12 anni insegnava ai maestri:
"Infine dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, intento ad ascoltarli e a far loro domande. E tutti quelli che lo ascoltavano erano pieni di stupore per la sua comprensione delle cose e le sue risposte" Luca 2:46

-Fratelli (minimo 6) gelosi e  schernitori dicevano che era matto, e sono arrivati al punto di cacciarlo di casa perché si vergognavano di lui:
"Quando i suoi parenti lo vennero a sapere, uscirono per andare a prenderlo; dicevano infatti: “È fuori di sé" Marco 3:21
 alcuni fratelli inizialmente non credevano che fosse figlio di Dio, sarebbe stata una situazione irreale e troppo importante per poter credere che fossero veramente fratelli del Figlio di Dio.
Gesù dovette subire anche i loro sguardi di disapprovazione.
"Infatti i suoi fratelli non esercitavano fede in lui" Giovanni 7:5
Alcuni di loro cambiarono comunque pensiero riguardo Gesù, dopo la sua morte.
Giacomo e Giuda divennero suoi discepoli e scrissero una lettera per uno, che fu poi inserita nella Bibbia.

Anche Giovanni Battista, suo cugino chiese un chiarimento:
"Giunti da Gesù, gli uomini gli dissero: “Giovanni Battista ci ha mandato da te per chiederti se sei tu colui che deve venire o se dobbiamo aspettare un altro” Luca 7:20

In quella famiglia il fardello da portare era veramente molto pesante, in crescendo a cominciare  dai fratelli, poi dal padre Giuseppe, e poi Maria, e infine da Gesù.

I rapporti tra Maria e Gesu.
Sono narrati almeno 3 episodi in cui avvengono scambi di sentimenti fra loro che rivelano le pressioni sopportate;

Il primo episodio, fu quando Gesù era nel tempio da 3 giorni, e Maria lo cercava preoccupata, quando lo trova, si scarica un po' la tensione dicendo:
 "Quando lo videro, i suoi genitori rimasero sbalorditi. “Figlio”, gli disse sua madre, “perché ci hai trattato così? Ecco, tuo padre e io ti abbiamo cercato disperatamente!” Luca 2:48
Gesù consapevole degli scambi di informazioni precedentemente avuti coi suoi genitori, e avendo imparato una ulteriore conoscenza dagli scritti letti in sinagoga, gli fece presente che:
"Ma lui rispose: “Perché mi cercavate? Non sapevate che devo stare nella casa del Padre mio?” Comunque, non capirono quello che disse loro." Luca 2:49

Il secondo episodio fu quando Maria andò nuovamente a cercarlo per comunicargli qualcosa.
Gesù era assente da un po', aveva oltre 30 anni e aveva cominciato il suo ministero ed era intento ad insegnarlo, arrivata sua madre, alcuni presenti gli fecero notare che era li e voleva parlargli, Lui su due piedi risponde confermando il suo scopo:
.....“Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?” E stendendo la mano verso i suoi discepoli disse: “Ecco mia madre e i miei fratelli! Infatti, chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli mi è fratello, sorella e madre”." Matteo 12:48
Qui si percepisce che Gesù non si sente più nel ruolo di figlio di Maria, ma si è assunto quello di Salvatore che deve far conoscere suo Padre Geova.

Il terzo episodio fu prima di morire, preoccupato per sua madre, colse l'opportunità che li sotto il palo di tortura, c'era anche l'apostolo Giovanni, il suo amico più caro, e Gesù affidò a lui la gestione della vecchiaia di sua madre ormai quasi cinquantenne, con le parole:
"Poi disse al discepolo: “Ecco tua madre!” E da quel momento il discepolo la accolse in casa sua." Giovanni 19:27
Qui Gesù esprime con molta tenerezza l'affetto per sua madre che piange di intenso dolore, e ricorda in un attimo tutto ciò che Lei ha fatto per Lui.

Non fu facile per Gesù sopportare tutto quel peso: di appartenere a una famiglia terrena, il dubbio che avevano gli altri dal considerarlo 'figlio di Dio' o 'figlio illegittimo ' e 'l'incarico di portare a termine un compito che richiedeva il suo sacrificio', non fu facile neppure per sua madre Maria, neppure per Giuseppe, è neanche per i suoi fratelli, è sorelle.
Fu una famiglia con una convivenza complicata.
La famiglia, perseverò con la forza dello S.S. resistette a delle pressioni enormi, e mantenne l'equilibrio con la forza dello S.S. perché con le sole forze umane sarebbe stato impossibile.

Addirittura nei momenti più critici, intervenne direttamente Dio a sostenere Gesù quando ripeté in 3 diverse situazioni la frase di massimo incoraggiamento con le parole:
"Questo è mio Figlio, il mio amato Figlio, che io ho approvato. Ascoltatelo" Matteo 17:5

La sua famiglia e Gesù stesso avevano bisogno di essere incoraggiati, e di avere l'approvazione, a conferma che era tutto vero, per questo Geova stesso confermò che Gesù  era veramente suo figlio.
Anche l'aggiunta 'ascoltatelo", riferita agli altri, cioè  a noi, ci incoraggia a credere in Gesù, e seguire la sua voce, non solo è il Re, ma specialmente il Salvatore di quelli che ci credono.

Amo quella sacra famiglia che si è  presa cura di quel piccolo bambino che mi ha dato la possibilità di essere riscattato, perché divenuto per molti, il Salvatore e Re il FIGLIO DI DIO che salva l'umanità ubbidiente.

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En.. di Ab….

domenica 5 luglio 2020

SALOMONE E LA SUA CORTE

Posizione invidiata
 ma difficile da 
mantenere
INTRIGHI DI CORTE 

Salomone, figlio della donna per la quale Davide aveva un debole e fu intrappolato a fare adulterio per averla, Betsabea, una intelligente e bella manipolatrice, che convinse Davide a mettere sul trono suo figlio Salomone, sbaragliando svariati altri pretendenti pure figli di Davide.

Salomone partì agevolato per la corsa della vita, era figlio di un Re.
Pur essendo giovanissimo agì con astuzia per rendere il suo governo stabile, si liberò di tutti i pretendenti pericolosi, che arrogavano per se stessi qualche diritto al suo trono, eliminando anche alcuni della propria cerchia familiare.
La corte da cui proveniva Salomone era piena di intrighi, per la gelosia tra fratelli di madri diverse, non a livello dei tempi futuri del cardinale Richelieu ma comunque molto deleteri e pericolosi.
Aveva alcuni dalla sua parte come sua mamma e il sommo sacerdote Natan.
Personalmente detesto questa opulenza della corte, avete notato nel disegno i 12 leoni d'oro massiccio, preferisco un cortile pulito e ordinato, senza intrighi e invidie.

Mi conforta l'affermazione di Gesù che disse  
'voi siete tutti fratelli' 
Non come molti frati che sono fratelli obbligati, e che comunque c'è sempre il frate superiore che detta legge sugli altri, ma penso che Gesù volesse dire che chi ha un cervello triplo è comunque a livello di chi ha anche solo mezzo cervello, conta solo la bontà, e altre belle qualità che si hanno nel cuore. 

È un dato di fatto che in tutto il mondo in ogni tempo, coloro che hanno il potere di decidere per gli altri, hanno raggiunto il trono con la violenza, raramente per meriti personali, pagano lo scotto di vivere costantemente guardinghi tenendo le spalle al muro.
Hanno dovuto incrementare in modo esponenziale il corpo delle antiche guardie pretoriane dei romani, generando tantissimi gruppi di guardie, i Bodyguard.
La Corte di Salomone fu un esempio negativo.

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NABOT CON CORAGGIO DISSE NO A UN RE

Nabot morì invano?
SE QUALCUNO SCRIVE DI TE DIVENTI UN PERSONAGGIO INDELEBILE

Pensate a un piccolo personaggio biblico (Nabot), un vignaiolo, che per il semplice fatto che fu menzionato nella Bibbia è rimasto indelebile come un uomo semplice ma integerrimo.
Bastarono poche righe scritte su di Lui, disse di no al Re che voleva la sua vigna, ma Nabot rimase fedele alla regola di mantenimento dell'eredità, questo bastò per farlo diventare un personaggio positivo, che diede un buon esempio.
"Ma Nàbot rispose ad Àcab: “Dal punto di vista di Geova è inconcepibile che io ti dia l’eredità dei miei antenati” 1 Re 21:3
Il nome Nabot divenne sinonimo di colui che ebbe il coraggio di tenere testa al Re per mantenere la sua integrità.
Nabot morì  fedele, fu un uomo pulito, nella risurrezione sarà più grande del Re, si è fatto un buon nome. 

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domenica 7 giugno 2020

ELIAB FRATELLO DI DAVIDE MANCÒ DI DISCERNIMENTO

Per srotolare bene la matassa occorre trovare il bandolo, cioè avere discernimento.

Eliab figlio di Iesse fece delle false accuse a suo fratello Davide, fu per questo che Dio non lo scelse per essere unto come re.
1 Samuele 17:28.  Ed Eliab suo fratello maggiore udì mentre parlava agli uomini, e l’ira di Eliab si accese contro Davide, tanto che disse: “Perché sei sceso? E alla cura di chi hai lasciato quelle poche pecore nel deserto? Io stesso conosco bene la tua presunzione e la cattiveria del tuo cuore, perché sei sceso allo scopo di vedere la battaglia”.
Davide non era un ragazzo negligente o presuntuoso o cattivo, ma un giovane molto sveglio vivace e intraprendente e schietto, forse un po' spavaldo, ma fu lui ad affrontare Golia.
Eliab era invidioso di lui per questo non fu scelto, perché Geova conosceva già il suo cuore, e che pensava male di lui.

Un episodio simile fu quello di Caino quando Dio rifiutò la sua offerta, perché leggeva il suo cuore malvagio, aveva odio verso suo fratello Abele, tanto che finì per ucciderlo.

Eliab nella sua situazione si dimostro uno stupido senza buon senso, perché considerava incapace un ragazzo sveglio  di talento, guardava suo fratello con occhi invidiosi, in seguito comprese e migliorò molto le sue credenziali, e collaborò con suo fratello Davide .

Il saggio ha discernimento, sa trovare il bandolo della matassa, non giudica sui sentimenti personali, ma sui fatti, prima ascolta, poi riconosce i valori altrui, poi parla.

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domenica 5 aprile 2020

ZACCHEO: ANTENATO DELL' AGENZIA DELLE ENTRATE

Albero di sicomori
Equitalia (diversoda Zaccheo, il capo degli esattori di tasse.
Zaccheo forse maturò il pentimento alle sue estorsioni ingannevoli, riflettendo su ciò che Gesù fece alla festa fatta da Matteo.

Festa dove c'erano molti altri esattori di tasse di Caprnaum e dintorni, compreso probabilmente anche Zaccheo che era il capo degli esattori della vicino Gerico, (forse venne pure a conoscenza dell'altra festa fatta da un fariseo dove avvenne l'episodio in cui Gesù perdonò la prostituta pentita, che "si mise dietro di lui, ai suoi piedi. E piangendo gli bagnava i piedi con le lacrime, e glieli asciugava con i propri capelli, e li baciava teneramente, versandovi sopra l’olio profumato") 
Luca 5:27-29.. 7:38..  

Zaccheo ebbe così occasione di riflettere e forse fu indotto anche al pentimento.
Pentimento che in seguito espresse a Gesù che cercava di incontrare, con affanno, andando avanti e indietro nel viale alberato che stava percorrendo Gesù a Gerico , finché decise di salire sull'albero di sicomori (forse era basso) e poté finalmente dire a Gesù che 
"avrebbe reso il quadruplo di ciò che aveva estorto". Luca 19:1-10...
Gesù comprese dall'agitamento di Zaccheo il suo pentimento probabilmente si ricordò di averlo visto a quella festa degli esattori.
Eco perché Gesù gli disse con certezza:
 "Quando giunse in quel luogo, Gesù guardò in alto e gli disse: “Zaccheo, presto, scendi, perché oggi mi fermerò a casa tua”. Luca 19:5
Fu un esattore pentito.

Per alcuni anche Equitalia a volte, invia cartelle esagerate, con la differenza che non prova nessun pentimento.
Ho l'impressione, un dubbio, forse anche voi ce l'avete, che questa agenzia, non ci veda come pulcini da proteggere, a imitazione di Gesù che disse dei pulcini: 
"...Quante volte avrei voluto radunare i tuoi figli come la chioccia raduna i suoi pulcini sotto le ali! Ma voi non avete voluto".  Luca 13:34
Zaccheo è diventato un pulcino spirituale consolato.

L'esattore esigente considera i figli da cui attingere le tasse come 'polli '!
Parlo per esperienza personale subita, perché anch'io sono uno dei polli spennati.
Per una piccola dimenticanza in buona fede, corrispondente a 150 € di tasse di IRPEF, me ne hanno fatto pagare con la multa ben 960.
Cifra che non avevo e mi ha spremuto fino alla buccia.
Capisco le tasse, capisco anche la maggiorazione, ma più di 6 volte tanto, è veramente uno spennamento, e considerare che è stata una svista.
Tuttavia anche gli esattori di tasse pentiti come Zaccheo e Matteo, furono perdonati e accettati da Gesù. Anche loro seguono Zaccheo.
Così l'evasore fiscale involontario con la disponibilità a correggersi, lo valutano con maggior misericordia dagli evasori che la programmano.

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